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Nomina del sindaco o revisore per Srl entro metà Dicembre 2019

Il Codice della crisi d’impresa (D.L. 14/2019) ha introdotto una serie di modifiche al C.C. in merito al diritto societario e, in particolare, agli assetti organizzativi societari, alla responsabilità degli amministratori e sulla nomina degli organi di controllo e di revisione nelle Srl e nelle cooperative. Più in particolare, l’articolo 379 della riforma prevede che le Srl e le cooperative costituite alla data di entrata in vigore della norma debbano provvedere alla nomina dell’organo di controllo o del revisore e, ove necessario, a uniformare l’atto costitutivo o lo statuto entro nove mesi dal 16.03.2019. Ci sarà, dunque, tempo fino a metà dicembre 2019 per la nomina. Secondo le stime della Banca d’Italia, sono almeno 140.000 le Srl tenute ad adottare il sindaco o il revisore.

Effetti doganali della Brexit

L’Agenzia delle Dogane, in una nota, ha illustrato le possibili ripercussioni doganali della Brexit sugli scambi commerciali Italia-Regno Unito. In sostanza, dal 30.03.2019 le merci da e per il Regno Unito non saranno considerate come cessioni intracomunitarie e, pertanto, non dovrà essere compilato il modello Intra né dovranno essere effettuati gli adempimenti in materia di operazioni intracomunitarie. In particolare, le merci cedute costituiranno cessioni all’esportazione e concorreranno alla formazione del plafond Iva. Le merci provenienti dal Regno Unito costituiranno importazioni imponibili ai fini Iva.

Regime forfettario: ricadute contabili e lavoristiche

La legge di Bilancio 2019 ha modificato la legge 190/2014, eliminando la causa di esclusione precedentemente in vigore riguardante il sostenimento di spese, per un ammontare complessivo superiore a 5.000 euro lordi, per lavoro accessorio, lavoratori dipendenti e collaboratori. A tale riguardo assume particolare rilievo quanto disposto dall’articolo 1, comma 69, della L. 190/2014 nella parte in cui afferma che i soggetti a cui si applica il regime fiscale forfettario non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte, ma devono solamente indicare nella loro dichiarazione dei redditi (nel quadro RS), il codice fiscale del percettore dei compensi che non sono stati assoggettati a ritenuta fiscale. Le ricadute in ambito lavoristico sono molteplici, sussistendo la necessità di impostare una busta paga (già per i compensi del mese di gennaio 2019) che sia adeguata alla nuova tipologia di datore di lavoro forfettario. Il cedolino dovrà essere emesso con la sola indicazione della retribuzione lorda, dell’imponibile e delle ritenute previdenziali. Per il dipendente si tratta, comunque, di reddito da tassare presentando il modello 730 o Redditi.

Attività finanziarie non dichiarate nei paradisi fiscali ante 2009

La Corte di Cassazione, con la sentenza 30.01.2019, n. 2562, ha affermato che gli investimenti e le attività finanziarie, detenute nei paradisi fiscali e non dichiarate, si presumono redditi sottratti a tassazione solo dal 2009, in quanto la norma non può considerarsi retroattiva.

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