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Effetti doganali della Brexit

L’Agenzia delle Dogane, in una nota, ha illustrato le possibili ripercussioni doganali della Brexit sugli scambi commerciali Italia-Regno Unito. In sostanza, dal 30.03.2019 le merci da e per il Regno Unito non saranno considerate come cessioni intracomunitarie e, pertanto, non dovrà essere compilato il modello Intra né dovranno essere effettuati gli adempimenti in materia di operazioni intracomunitarie. In particolare, le merci cedute costituiranno cessioni all’esportazione e concorreranno alla formazione del plafond Iva. Le merci provenienti dal Regno Unito costituiranno importazioni imponibili ai fini Iva.

Regime forfettario: ricadute contabili e lavoristiche

La legge di Bilancio 2019 ha modificato la legge 190/2014, eliminando la causa di esclusione precedentemente in vigore riguardante il sostenimento di spese, per un ammontare complessivo superiore a 5.000 euro lordi, per lavoro accessorio, lavoratori dipendenti e collaboratori. A tale riguardo assume particolare rilievo quanto disposto dall’articolo 1, comma 69, della L. 190/2014 nella parte in cui afferma che i soggetti a cui si applica il regime fiscale forfettario non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte, ma devono solamente indicare nella loro dichiarazione dei redditi (nel quadro RS), il codice fiscale del percettore dei compensi che non sono stati assoggettati a ritenuta fiscale. Le ricadute in ambito lavoristico sono molteplici, sussistendo la necessità di impostare una busta paga (già per i compensi del mese di gennaio 2019) che sia adeguata alla nuova tipologia di datore di lavoro forfettario. Il cedolino dovrà essere emesso con la sola indicazione della retribuzione lorda, dell’imponibile e delle ritenute previdenziali. Per il dipendente si tratta, comunque, di reddito da tassare presentando il modello 730 o Redditi.