Risorse

Indeducibilità dei compensi non deliberati

La Cass. 20.2.2020 n. 4400 ribadisce il principio in base al quale i compensi degli amministratori sono deducibili solo se deliberati, confermando altresì che la mancata deduzione del costo, a fronte della tassazione in capo all'amministratore non configura una doppia imposizione giuridica. In merito alla violazione del divieto di doppia imposizione previsto dall'art. 67 del DPR 600/73 e dall'art. 163 del TUIR, la Cassazione afferma che la mancata deduzione dei compensi da parte della società e la tassazione degli stessi in capo ai soci non integrano una doppia imposizione giuridica in quanto il presupposto della tassazione è diverso. Ad avviso dell'Autore, si tratta di un rilievo ineccepibile sul piano formale, ma che suscita perplessità sul piano sostanziale, in quanto si è in presenza di doppia imposizione economica; pertanto, le somme attribuite agli amministratori, in difetto di un obbligo giuridico (la delibera), potrebbero essere riqualificate come attribuzioni fiscalmente irrilevanti.

Affidabilità fiscale e visto di conformità

I contribuenti che sono risultati “affidabili” nel 2018 e, che quindi hanno ottenuto un “voto” Isa almeno pari a 8, possono evitare di apporre il visto di conformità o prestare una garanzia in relazione al credito annuale iva 2019 e a quelli trimestrali del 2020, sempre che le compensazioni e le richieste di rimborso siano inferiori a 50.000 euro. Considerata l'evidente impossibilità di correlare i benefici per il 2018 ai livelli di affidabilità fiscale per il medesimo periodo (a causa della diversa scadenza dei termini di presentazione di dichiarazione annuale Iva, modelli TR e dichiarazione dei redditi), è stato stabilito che il contribuente “virtuoso” nel 2018 possa godere dei benefici in relazione al credito annuale maturato nel 2019 e a quelli trimestrali maturati nel 2020. Il contribuente affidabile nel 2018 ha quindi a disposizione due plafond (di 50mila euro ciascuno) per compensazioni e rimborsi. Ad esempio, se la dichiarazione annuale Iva relativa al 2019 evidenzia un credito pari a 90mila, di cui 45mila chiesti a rimborso e 45mila in compensazione, non è necessaria l'apposizione del visto di conformità. Tuttavia, ciascuna soglia si riferisce agli utilizzi effettuati nell’anno, anche se la disciplina di riferimento prevede che i limiti per l’apposizione del visto di conformità o la prestazione della garanzia si riferiscano a ciascun periodo d’imposta. Pertanto, le compensazioni e le richieste di rimborso che comportassero il superamento della soglia saranno condizionate agli adempimenti ordinari.

Brexit e conseguenze per le imprese

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea porterà numerose conseguenze alle imprese, soprattutto dal punto di vista degli scambi internazionali e doganali, in tema di Iva e accise. Tuttavia, tali cambiamenti avranno riflessi solamente dopo il periodo transitorio, ossia almeno dopo il 31.12.2020. Dal 1.01.2021 i prodotti europei che incorporano materie prime o componenti originari del Regno Unito dovranno essere attentamente monitorati, poiché si potrebbe determinare la perdita del trattamento preferenziale riconosciuto alle merci dell’Unione Europea, grazie a molti accordi di libero scambio.