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Bonus mobili

Il nuovo bonus mobili è riservato alle coppie che, nel 2016, risultino coniugate o conviventi more uxorio da almeno 3 anni. All’interno della giovane coppia è necessario che almeno uno dei componenti non abbia superato i 35 anni di età o che li compia nell’anno 2016. La circolare spiega che la coppia deve essere acquirente di un’unità immobiliare e che la stessa sia adibita ad abitazione principale nell’anno 2016. L’acquisto può essere effettuato da entrambi i componenti della coppia o da uno solo di essi, purché quest’ultimo sia under 35 nel 2016. In particolare, l’immobile deve risultare acquistato nell’anno 2016 o nell’anno 2015. Gli immobili acquistati nel 2016 possono essere destinati ad abitazione principale entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi per questo periodo d’imposta (termine di presentazione del modello Unico PF 2017).

Contribuenti forfetari

Dalle istruzioni al modello Unico 2016 PF emerge che i contribuenti forfetari sono tenuti a compilare il quadro LM, sezione II, ai fini di determinare il proprio reddito. Nello specifico, il rigo LM21 consente al contribuente di “autocertificare” il possesso dei requisiti per l’accesso al regime. Nel quadro RS, invece, devono essere fornite numerose informazioni “sostitutive” degli obblighi riguardanti il sostituto d’imposta e gli studi di settore.

Bonus arredi

Con il quesito 1.5, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento e come tale qualificabile come intervento di “manutenzione straordinaria”, consente l’accesso al bonus arredi, in presenza di risparmi energetici conseguiti rispetto alla situazione preesistente. Non rileva a tal fine il fatto che tale intervento sia riconducibile anche nell’ambito della lettera h) dell’art. 16-bis,TUIR.

Condominio minimo

Con il quesito 1.7, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non è necessario richiedere il codice fiscale del condominio nel caso in cui i condòmini non abbiano provveduto alla nomina dell’amministratore, non avendone l’obbligo: devono ritenersi superate, pertanto, le indicazioni fornite con Circolare n. 11/2014 e Risoluzione n. 74/2015, riguardo al condominio minimo. In assenza del codice fiscale del “condominio minimo”, i contribuenti, per beneficiare della detrazione per interventi realizzati su parti comuni, relativi al recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica, possono inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute (per la propria quota di spettanza) utilizzando il codice fiscale del condòmino che ha effettuato il relativo bonifico, fermo restando che il pagamento degli importi detraibili deve essere stato effettuato con applicazione della ritenuta dell’8% da parte dell’istituto bancario o postale. Il contribuente, è tenuto in sede di controllo, a dimostrare che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio, e, se si avvale dell’assistenza fiscale, è tenuto ad esibire ai CAF o intermediari abilitati, oltre alla documentazione ordinariamente richiesta per comprovare il diritto alla agevolazione, un’autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali.