Le novità per il 2018 il Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018

Le novità per il 2018 il Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018

Il testo del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili” coordinato con la legge di conversione 4 dicembre 2017, n. 172. (G.U. n. 284 del 5 dicembre).
Queste le principali misure previste dal c.d. decreto fiscale, che anticipa alcune misure previste dalla legge di Bilancio 2018:
Rottamazione delle cartelle
E' ampliata la possibilità di ricorrere alla c.d. “rottamazione delle cartelle” prevista dal decreto legge n. 193/2016, cioè di definire in via agevolata i carichi tributari o contributivi affidati all’agente della riscossione, con il pagamento del tributo e degli interessi legali, senza sanzioni ed interessi di mora.
In particolare:
- il debitore può versare entro il 7 dicembre 2017 (termine prorogato di una settimana in sede di conversione del decreto-legge) le rate della definizione agevolata dei carichi scadute a luglio e a settembre 2017; in sostanza chi, per errore, disguidi o carenza di liquidità non avesse potuto versare le rate precedenti potrà farlo ora senza penalità ulteriori
- potranno accedere alla rottamazione i debitori le cui istanze erano state respinte perché non in regola con il pagamento delle rate in scadenza al 31/12/2016 relative alla dilazione in corso al 24 ottobre 2016:
- l’istanza dovrà essere esercitata entro il 31 dicembre 2017;
- le rate non corrisposte dei piani di dilazione dovranno essere versate entro il 31 maggio 2018 a pena di improcedibilità;
- la rottamazione è estesa anche ai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017:
- la domanda va presentata entro il 15 maggio 2018;
- le somme dovute potranno essere pagate fino ad un massimo di 5 cinque rate di pari importo nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.
 
Sterilizzazione incremento aliquota IVA ridotta per l’anno 2018
La bozza della legge di Bilancio 2018 prevede la neutralizzazione delle clausole di salvaguardia per evitare aumenti delle aliquote Iva nel 2018; se tale norma sarà confermata, prevarrà sulle disposizioni del decreto che, invece, prevedono il contenimento dell’aumento dell’aliquota ridotta (10%) all’11,14% anziché all’11,50% per il 2018.

Estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla P.A.
Lo split payment - meccanismo della scissione dei pagamenti dell’Iva sull’acquisto di beni e servizi viene esteso ulteriormente. Fino ad oggi era infatti previsto per le amministrazioni dello Stato, gli enti territoriali, le università, le aziende sanitarie e le società controllate dallo Stato;
Ora viene esteso anche agli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche, società controllate direttamente o indirettamente da qualsiasi tipo di amministrazione pubblica e società partecipate per almeno il 70% da qualsiasi amministrazione pubblica o società assoggettata allo split payment.
 
Equo compenso per i professionisti
Gli avvocati e tutti i professionisti iscritti in albi e collegi avranno diritto ad un equo compenso per le prestazioni rese a favore delle imprese del settore bancario e assicurativo e della pubblica amministrazione. Sul punto, si deve segnalare che l'Antitrust, con una nota del 24 novembre 2017, ha affermato che l'equo compenso costituisce "una grave restrizione della concorrenza". 
 
Stop alla fattura a 28 giorni
Obbligatoria la fatturazione mensile per le bollette di telefonia e pay-tv. E' previsto un rimborso forfettario di 50 euro a favore dei clienti da parte delle società che non si adegueranno entro 4 mesi. Ricordiamo che proprio in relazione alla prassi della fatturazione a 4 settimane l’Agcm ha recentemente comunicato di aver aperto dei procedimenti sanzionatori nei confronti di quattro operatori telefonici. Sono raddoppiate le sanzioni previste dal Codice delle comunicazioni elettroniche ad un minimo di 240.000 euro fino ad un massimo di 5 milioni di euro.

Vigilanza sull’attività di riscossione
La vigilanza sulle attività di riscossione fiscale passa dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Mini-scudo fiscale per i frontalieri
I contribuenti residenti in Italia, ex lavoratori frontalieri iscritti all'Aire, o i loro eredi, potranno regolarizzare depositi sui conti correnti e libretti detenuti all'estero e mai dichiarati al fisco italiano con il versamento del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi. Sono inoltre prorogati fino a giugno 2020 i termini di accertamento.

Incremento del fondo di garanzia PMI
La dotazione del fondo è aumentata di 300 milioni per il 2017 e di 200 milioni per il 2018.

Misure di sostegno alle grandi imprese in crisi
E' istituito uno stanziamento di 300 milioni destinato all’erogazione di finanziamenti a favore di imprese di grande dimensione (imprese in stato di insolvenza con lavoratori subordinati non inferiori a 500 unità), per consentire la continuazione delle attività produttive ed il mantenimento dei livelli occupazionali.

Disposizioni "anti-scorrerie" societarie
Il decreto estende il contenuto degli obblighi di comunicazione che gravano sui soggetti che acquisiscono partecipazioni rilevanti in una società quotata, imponendo loro di chiarire le finalità perseguite con l’operazione.

Collaborazione volontaria per l’emersione di redditi prodotti all’estero
Le attività depositate e le somme detenute su conti correnti e sui libretti di risparmio all'estero alla data del 6.12.2017, in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale (compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi), da soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero dai loro eredi, in precedenza residenti all'estero, iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) o che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all'estero in zone di frontiera o in Paesi limitrofi, derivanti da redditi prodotti all'estero di lavoro dipendente o di lavoro autonomo, possono essere regolarizzate, anche ai fini delle imposte sui redditi prodotti dalle stesse, con il versamento del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31.12.2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi.
La disposizione si applica anche alle somme e alle attività derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti nello Stato estero di prestazione della propria attività lavorativa in via continuativa.
L'istanza di regolarizzazione può essere trasmessa fino al 31.07.2018 e gli autori delle violazioni possono provvedere spontaneamente al versamento in un'unica soluzione di quanto dovuto entro il 30.09.2018, senza avvalersi della compensazione. Il versamento può essere ripartito in 3 rate mensili consecutive di pari importo; in tal caso il pagamento della 1ª rata deve essere effettuato entro il 30.09.2018. Il perfezionamento della procedura di regolarizzazione avviene dal momento del versamento di quanto dovuto in un'unica soluzione o dell'ultima rata.
I termini per l’accertamento, che scadono a decorrere dal 1.01.2018, sono fissati al 30.06.2020 limitatamente alle somme e alle attività oggetto della procedura di regolarizzazione.
Con provvedimento dell'Agenzia delle Entrate sono emanate le ulteriori disposizioni necessarie per l'attuazione delle norme.
La disciplina non è applicabile alle attività e alle somme già oggetto di collaborazione volontaria di cui alla L. 186/2014 e al D.L. 153/2015.
Non si dà luogo al rimborso delle somme già versate.

Ritocchi allo spesometro
Il decreto interviene per rimediare alle difficoltà di invio telematico dei dati delle fatture Iva emesse e ricevute nel primo semestre 2017: i contribuenti potranno trasmettere i dati annualmente o semestralmente e si consente il riepilogo cumulativo di tutte le fatture di un'impresa inferiori a trecento euro. Niente sanzioni per gli errori nell'invio dei dati delle fatture del primo semestre 2016, purché gli errori siano sanati con un nuovo invio entro febbraio 2018.

Opzione per l’invio semestrale dello Spesometro
I contribuenti avranno la possibilità di optare per l’invio dello spesometro con cadenza semestrale. I dati da trasmettere potranno essere limitati alla partita IVA dei soggetti coinvolti nelle operazioni, ovvero al codice fiscale per i soggetti che non agiscono nell'esercizio di imprese, arti e professioni, alla data ed al numero della fattura, alla base imponibile, all'aliquota applicata e all'imposta nonché alla tipologia dell'operazione ai fini dell’IVA nel caso in cui l'imposta non sia indicata in fattura.

Spesometro primo semestre 2017
Relativamente alla comunicazione dei dati delle fatture (emesse e ricevute) del primo semestre 2017, il Legislatore ha deciso di disapplicare le sanzioni nei confronti dei soggetti passivi IVA per l’errata trasmissione dei dati. Tuttavia, è necessario che la comunicazione venga effettuata correttamente entro il 28 febbraio 2018.

Spesometro e Sistema di Interscambio
Per i soggetti che hanno scelto di utilizzare il Sistema di Interscambio per l’invio dello spesometro, in caso di trasmissione di dati incompleti ovvero inesatti:
1. non bisogna più fare riferimento alla sanzione amministrativa (da 250 a 2.000 euro) per l’omissione di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria;
2. trova applicazione la sanzione amministrativa di 2 euro per fattura, comunque entro il limite massimo di 1.000 euro per trimestre, per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute. La sanzione viene ridotta alla metà (limite massimo di 500 euro), qualora la trasmissione (ovvero la trasmissione corretta dei dati) sia effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza stabilita. Non sono applicabili le disposizioni relative al cumulo giuridico delle sanzioni.
 
Spesometro e fatture di importo inferiore a 300 euro
I soggetti IVA hanno la possibilità di rilevare cumulativamente (anziché singolarmente) più fatture di importo inferiore a 300 euro. Tali soggetti possono pertanto riepilogare in un unico documento le fatture emesse e/o ricevute nel mese, documento riepilogativo nel quale vanno indicati i numeri delle fatture cui si riferisce, l’ammontare complessivo imponibile delle operazioni e l’ammontare dell’imposta distinto per aliquota applicata.
Tuttavia, in fase di invio dello spesometro, i contribuenti non potevano beneficiare di alcuno “sconto” sui dati da inviare: dovevano essere comunicati i dati di tutte le singole fatture (anziché del documento riepilogativo).
Il Legislatore ha risolto tale situazione stabilendo che i contribuenti possono trasmettere i dati del documento riepilogativo. I dati devono almeno comprendere:
-    la partita IVA del cedente o del prestatore (per il documento riepilogativo delle fatture attive);
-    la partita IVA del cessionario o committente (per il documento riepilogativo delle fatture passive);
-    la data e il numero del documento riepilogativo nonché l'ammontare imponibile complessivo e l'ammontare dell'imposta complessiva distinti secondo l'aliquota applicata.
 
Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari
A decorrere dall'anno 2018, alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche on line e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell'1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell'anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d'imposta, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito.
Ai fini della prima applicazione del bonus pubblicità il credito d'imposta è riconosciuto sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24.06.2017 al 31.12.2017, purché il loro valore superi almeno dell'1% l'ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati dai medesimi soggetti sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell'anno 2016 (24.06.2016-31.12.2016). Risultano agevolati, in questa prima fase, gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online; manca, quindi, la pubblicità su radio e televisioni locali.
La legge di conversione conferma:
- l’estensione dell’ambito temporale di applicazione, che comprende esplicitamente non solo gli anni 2018 e successivi, ma anche il periodo 24.06.2017-31.12.2017, con raffronto rispetto al corrispondente periodo del 2016;
- il tetto complessivo per la misura, il cui sforamento determinerà il riparto tra gli aventi diritto. Tale tetto è pari a 20 milioni per il 2017 e 62,5 milioni per il 2018.
La disciplina dovrà essere integrata mediante un decreto regolamentare di prossima emanazione.
 
Decorrenza della nuova disciplina sulle liberalità al Terzo Settore
Le liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisiche o da enti soggetti all'Ires rimangono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui, se sono effettuate in favore di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica fino all’operatività del Registro Unico nazionale del Terzo settore.Per le liberalità erogate a favore di Onlus e Aps, invece, rimane in vigore fino al 31.12.2017 l’art. 14, c. 1 D.L. 35/2005 che ne riconosce la deducibilità; tale disposizione dal 2018 è abrogata (per effetto dell’art. 99, c. 3 D. Lgs. 117/2017) e sarà sostituita dai nuovi benefici riconosciuti per le erogazioni liberali a favore di Onlus e Aps dal Codice del Terzo settore.
Con una norma di natura interpretativa è stabilito che le disposizioni tributarie ante riforma continueranno ad applicarsi senza soluzione di continuità fino all’efficacia delle nuove norme del Codice del Terzo settore. In particolare, rimangono applicabili fino al 31.12.2017:
- le disposizioni che prevedono la deducibilità delle liberalità effettuate a favore di ONLUS e APS (art. 99, c. 3 D. Lgs. 117/2017);
-   la legge sul volontariato (L. 266/1991) e la disciplina delle APS (L. 383/2000);
-    gli artt. 2, 3, 4 e 5 L. 438/1998 contenenti modifiche alla disciplina del sostegno alle attività di promozione sociale;
-    il regolamento contenente i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi in materia di attività di utilità sociale, in favore di associazioni di volontariato e ONLUS (D.M. 177/2010);
-    il DM 8.10.1997 contenente le “Modalità per la costituzione dei fondi speciali per il volontariato presso le regioni”;
-    l’art. 100, c. 2, lett. l) Tuir, relativo ad erogazioni liberali nei confronti di APS;
-    l’art. 15, c. 1, lett. i-quater) Tuir, relativo alle erogazioni liberali nei confronti di APS;
-    l’art. 15, c. 1, lett. i-bis) Tuir, sulla detraibilità dei contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso.
 
Detraibilità al 19% dei contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso
Modificata al 19% la soglia massima detraibile per i contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso. Diventa invece soglia minima (da soglia massima) l’importo di 1.300 euro di contributi associativi detraibili. Conseguentemente, la nuova formulazione della norma stabilisce che dall'imposta lorda a detratto un importo pari al 19% dei contributi associativi per un importo superiore a 1.300 euro versati dai soci alle società di mutuo soccorso.
Con la conversione del collegato fiscale è stata altresì fornita un’interpretazione autentica dell’art. 104 del Codice del Terzo settore. In pratica, il Legislatore ha stabilito che le disposizioni di carattere fiscale richiamate dagli articoli 99, comma 3, e 102, comma 1, del Codice trovano applicazione fino al 31 dicembre 2017.

Detrazione d’imposta per canoni di locazione
Novità in materia di detrazione d’imposta del 19% per canoni di locazione che derivano da contratti di locazione stipulati o rinnovati da studenti universitari fuori sede. Solo per i periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018 la detrazione è riconosciuta anche nell’ipotesi in cui l'università sia ubicata in un comune distante da quello di residenza almeno 50 km e gli studenti fuori sede siano residenti in zone montane o disagiate.

Esecuzione di provvedimenti giurisdizionali
Anche l’Agenzia delle Entrate-Riscossione entra a far parte del gruppo di enti tenuti al completamento delle procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali con efficacia esecutiva e che comportano il pagamento di denaro entro 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo.

Proroga dei termini per l’adempimento degli obblighi comunicativi e dichiarativi
Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate è riconosciuta la possibilità di emettere provvedimenti per posticipare i termini relativi all’adempimento degli obblighi dichiarativi e comunicativi attinenti ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate.
La proroga dei termini disposta tramite provvedimento - che non può eccedere 60 giorni - può essere adottata solo in presenza di eventi o circostanze che comportino gravi difficoltà per la loro regolare tempestiva esecuzione e comunque in caso di ritardo nella pubblicazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi agli adempimenti stessi.