Addebito interessi passivi annuali

Addebito interessi passivi annuali

Si ricorda che il mondo bancario dal 1 ottobre 2016 ha recepito la nuova normativa sui conti correnti bancari come prevista dall’art. 120 del Testo Unico Bancario modificato per effetto dell’art. 17-bis del D.L. 14/2/2016 n. 18 e del relativo decreto di attuazione (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio n. 343 del 3 agosto 2016).

In attuazione del divieto di anatocismo (in base al quale gli interessi passivi non possono produrre a loro volta interessi passivi) le nuove disposizioni si concretizzano nei seguenti aspetti:

a) nelle operazioni in conto corrente deve essere applicata la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori (in passato corrispondente al trimestre);

b) gli interessi periodicamente addebitati (capitalizzati) non possono produrre interessi ulteriori e quindi gli interessi addebitati in un trimestre non possono essere considerati come ulteriore base di calcolo per gli interessi dovuti per il trimestre successivo;

c) a decorrere dal 1° ottobre 2016, poiché gli interessi debitori e quelli creditori devono avere la medesima periodicità di addebito e accredito, tale periodicità non può essere inferiore ad un anno e il termine per il calcolo è fissato al 31 dicembre di ciascun anno.

Ciò significa che per il calcolo degli interessi passivi il periodo di riferimento non può più essere, ad esempio, il trimestre. Per gli interessi attivi, invece, il contratto potrebbe prevedere, a vantaggio del cliente, un periodo di calcolo inferiore all'anno.Le commissioni e le spese, comprese quelle di istruttoria e di messa a disposizione fondi, continueranno ad essere addebitate dalle banche trimestralmente.

I rapporti di conto corrente in corso devono essere adeguati alle nuove regole ed è quindi molto importante leggere con ATTENZIONE le comunicazioni ricevute dalla propria banca.

Gli interessi passivi maturati durante l’intero anno - che in genere la banca ha conteggiato trimestralmente e comunicato in calce agli estratti conto - diventano esigibili per la Banca solo una volta trascorsi 60 gg dalla data del conteggio e quindi, avvenendo la liquidazione degli interessi in data 31 dicembre, dal 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati.

In ogni caso l’esigibilità non può avvenire prima che siano trascorsi 30 giorni dalla trasmissione al cliente dell’estratto conto al 31 dicembre. Pertanto al 31 dicembre il saldo del conto corrente non è stato ridotto degli interessi passivi maturati nell’anno e il fatto che gli interessi passivi diventino esigibili dal 1° marzo non significa che vengano addebitati nel conto corrente in tale data. Per poterlo fare la Banca deve aver preventivamente ottenuto una autorizzazione espressa firmata dal Cliente (che eventualmente il Cliente può revocare in qualsiasi momento) che la legittima ad applicare l’anatocismo annuale.

Il cliente, in sostanza, ha tre strade per pagare e far proseguire normalmente il rapporto di credito con la banca, evitando gli effetti negativi di un inadempimento:

- se ha disponibilità sufficienti può pagare subito il debito da interessi, in contanti o con un bonifico da un altro conto, evitando qualsiasi forma di capitalizzazione e quindi qualsiasi effetto di aumento del debito,

- può estinguerlo autorizzando l’addebito in conto; in questo modo il debito da interessi si somma a quello principale e non è più distinto da esso, quindi è pagato o attraverso una compensazione con l’eventuale saldo attivo presente alla data del 1° marzo oppure, in caso di conto con saldo negativo, attraverso un ampliamento della somma oggetto di finanziamento

- può concordare con la banca, con un’apposita clausola contrattuale, che le somme in entrata sul suo conto (ad esempio bonifici in arrivo) siano impiegate per estinguere il debito da interessi. È utile verificare cosa prevede il proprio contratto al riguardo.

In sostanza, anno per anno, il cliente può contare su un periodo di tempo per scegliere cosa fare.

Vi invitiamo pertanto a dedicare attenzione e tempo a questa valutazione, per fare scelte consapevoli, attraverso un controllo e una pianificazione delle proprie finanze, per evitare problemi di liquidità o tensioni sugli affidamenti.

A questo proposito può risultare utile approfondire l’argomento sul sito della Banca d’Italia (Link)