Triangolazioni comunitarie

Triangolazioni comunitarie

La Corte di Giustizia Europea, in risposta alla causa C-580/16, ha affermato che possono verificarsi triangolazioni comunitarie nell’eventualità che il promotore faccia intervenire il proprio rappresentante fiscale in altro Paese membro. Infatti, i giudici ritengono che sia sufficiente verificare il numero di identificazione con cui il promotore ha effettuato l’acquisto intracomunitario, indipendentemente dal possesso di un identificativo Iva in altri Paesi, compreso quello di partenza dei beni.

Di conseguenza, si può applicare la disciplina delle triangolazioni comunitarie al caso di un soggetto italiano, identificato in un altro Paese (UE1), che acquista beni da un’altra impresa italiana e li rivende a un terzo soggetto passivo di un altro Paese (UE2) facendo intervenire nell’operazione la partita Iva del Paese UE1.