il Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019

il Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019

Emissione della fattura – art. 11, DL n. 119 - modifica art. 21 IVA
A partire dal 1° luglio 2019:

  • la fattura non dovrà più essere emessa al momento di effettuazione dell’operazione determinato a norma dell’art. 6, ma entro dieci giorni da tale momento. 
  • proprio a causa di questo lasso temporale lasciato a disposizione del cedente/prestatore, la fattura dovrà riportare anche la data in cui è stata effettuata l’operazione a norma dell’art. 6, sempre che tale data sia diversa da quella di emissione della fattura.

Annotazione delle fatture emesse – art 12, DL n.119
A decorrere dal 24 ottobre 2018 sono state modificate anche le modalità di annotazione delle fatture emesse nell’apposito registro: se prima queste andavano annotate entro quindici giorni con riferimento alla data di emissione, ora il cedente/prestatore le deve annotare, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento al mese di effettuazione delle operazioni stesse.
Per quanto riguarda, invece, le fatture relative alle cosiddette “triangolazioni nazionali”, queste devono essere registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione e con riferimento allo stesso mese.

Annotazione delle fatture ricevute – art. 13, DL n. 119 - numero di protocollo
A decorrere dal 24 ottobre 2018 sono stati rivisti anche i criteri di registrazione delle fatture ricevute. Il contribuente ora deve annotare nel registro degli acquisti le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, comprese le autofatture emesse a norma dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972. Con questa disposizione è stato eliminato l’obbligo di numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali ricevute e, di conseguenza, di riportare lo stesso sul registro acquisti.

Detrazione IVA a credito – art. 14, DL n. 119
Con la modifica dell’art. 1 del D.P.R. n. 100/1998 è previsto che, entro il termine della liquidazione periodica, può essere detratta l’IVA a credito relativa alle fatture ricevute ed annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione, ad eccezione delle operazioni effettuate nell’anno precedente.
In altre parole, nella liquidazione da effettuarsi entro il 16 del mese successivo è ammessa in detrazione anche l’IVA relativa alle operazioni effettuate nel mese precedente per le quali la ricezione e la registrazione della fattura sia avvenuta entro tale data.

Fatturazione elettronica – artt. 10 e 15, DL n. 119
La fatturazione elettronica sarà obbligatoria a partire dal 1° gennaio 2019. Data la portata innovativa di tale adempimento, per il primo semestre del 2019 sono state attenuate le sanzioni previste dall’art. 1, comma 6, del D. Lgs n. 127/2015. In particolare è stata disposta:

  • la non applicazione delle sanzioni nell’ipotesi in cui la fattura elettronica sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica;
  • la riduzione dell’80% delle sanzioni a condizione che la fattura elettronica sia emessa entro il termine della liquidazione IVA del periodo successivo.

Infine, all’art. 1, comma 3, D. Lgs n. 127/2015 è stato eliminato il riferimento ai soggetti “identificati” in Italia ma non residenti nel territorio dello Stato. Ciò significa che:

  •  deve essere emessa la fattura elettronica nei confronti dei soggetti residenti nel territorio dello Stato;
  •  deve essere emessa la fattura elettronica nei confronti dei soggetti non residenti nel territorio dello Stato ma ivi stabiliti (si intendono le società non residenti ma con stabile organizzazione in Italia);
  •  non sussiste l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti di quei soggetti non residenti nel territorio dello Stato ma identificati in Italia tramite rappresentante fiscale o direttamente ai sensi dell’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972. Per queste operazioni il cedente nazionale può decidere di emettere la fattura cartacea ed inserire l’operazione nella comunicazione mensile (il cosiddetto esterometro), oppure può facoltativamente procedere con l’emissione della fattura elettronica e quindi evitare l’invio della suddetta comunicazione (questo adempimento resta obbligatorio per le fatture ricevute dai soggetti esteri). In questa ipotesi, alla controparte deve essere assicurata la possibilità di ottenere su richiesta una copia cartacea della fattura.

Trasmissione telematica dei corrispettivi
A partire dal 1° gennaio 2020 i commercianti al minuto e gli altri soggetti assimilati dovranno memorizzare elettronicamente e trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi. Per i soggetti con un volume di affari superiore a € 400.000 tale obbligo decorre a partire dal 1° luglio 2019.
A seguito dell’entrata in vigore di questa disposizione non sarà quindi più obbligatorio registrare i corrispettivi ai sensi dell’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972 e pertanto non sarà necessario tenere il registro dei corrispettivi.

Definizione agevolata dei processi verbali di constatazione
È stata introdotta la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione, la quale permette di regolarizzare le violazioni contestate in materia di IRES/IRPEF e addizionali, contributi previdenziali, ritenute, imposte sostitutive, IRAP, IVIE, IVAFE e IVA. Questa può essere utilizzata, però, solamente per quei verbali, consegnati entro il 24 ottobre 2018, per i quali non è stato ancora notificato l’avviso di accertamento o ricevuto l’invito al contraddittorio di cui all’art. 5, comma 1, D. Lgs. n. 218/1997.

Definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento – Art. 2, DL n. 119
È prevista la definizione agevolata degli atti di recupero e degli avvisi di accertamento, di rettifica e di liquidazione notificati entro il 24 ottobre 2018, non impugnati ed ancora impugnabili a tale data. Questo strumento richiede il pagamento delle somme dovute per le sole imposte entro 30 giorni da tale data o entro il termine per la presentazione del ricorso, se più ampio, che residua dopo il 24 ottobre 2018.

Rottamazione-ter
Sono stati riaperti i termini per la rottamazione dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 2017. È pertanto possibile estinguere il debito senza sanzioni e interessi effettuando il pagamento delle somme:

  • affidate all’Agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;
  • maturate a favore dell’Agente di riscossione a titolo di aggio e di rimborso delle spese per procedure esecutive e per la notifica della cartella di pagamento.

Non per tutte le somme può essere richiesta la rottamazione, infatti restano escluse quelle iscritte a ruolo riguardanti:

  • il recupero degli aiuti di Stato;
  • i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • le sanzioni diverse da quelle irrogate per le violazioni tributarie o per la violazione degli obblighi relativi ai contributi o premi dovuti dagli Enti previdenziali;
  • le risorse proprie tradizionali ex art. 2, par. 1, lett. a), Decisioni 2007/436/CE Euratom del Consiglio del 7 giugno 2007 e 2014/335/UE Euratom del Consiglio del 26 maggio 2014 e l’IVA riscossa all’importazione, per le quali è prevista una specifica disciplina, contenuta nell’art. 5 del decreto in esame, con alcune eccezioni sulle modalità applicative.

Le sanzioni riferite a violazioni del Codice della strada, invece, sono agevolabili solamente in riferimento agli interessi.
Per poter aderire i contribuenti interessati devono manifestare la volontà di avvalersi della rottamazione presentando l’apposito modello entro il 30 aprile 2019. Una volta presentato, l’Agenzia comunica, entro il 30 giugno 2019, quanto dovuto ai fini della definizione, specificando altresì l’importo delle singole rate e la scadenza delle stesse.
Per quanto riguarda il pagamento, questo può essere effettuato in un’unica soluzione oppure in un massimo di 10 rate consecutive di pari importo, le quali scadranno il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno a partire dal 2019. Sui pagamenti rateali sono dovuti, a decorrere dal 1° agosto 2019, gli interessi nella misura 2% annuo.
I soggetti che hanno aderito alla precedente rottamazione delle cartelle, e che provvederanno, entro il 7 dicembre 2018, all’integrale pagamento delle somme in scadenza dei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, avranno il differimento automatico dell’importo residuo ancora dovuto (ossia le rate di novembre e dicembre). Il versamento avverrà in 10 rate consecutive di pari importo con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno a decorrere dal 2019 e a partire dal 1° agosto 2019 saranno dovuti anche gli interessi nella misura dello 0,3% annuo. È in ogni caso consentito al contribuente di effettuare il versamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019.
Anche in questo caso l’Agente della riscossione comunica al debitore quanto dovuto entro il 30 giugno 2019, tenendo conto però di quelle stralciate ai sensi dell’art. 4 (i debiti di importo residuo al 24 ottobre 2018 fino a € 1.000 relativi ai carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010).

Estinzione dei debiti fino a € 1.000 – Art. 4, DL n. 119
È disposto l’automatico annullamento al 31 dicembre 2018 dei debiti di importo residuo fino a € 1.000, comprensivo di capitale, di interessi per ritardata iscrizione a ruolo e di sanzioni, risultanti dai carichi affidati all’agente di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti a cartelle oggetto della rottamazione-ter. L’annullamento è effettuato il 31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari adempimenti tecnici e contabili.
Si specifica però che quanto versato fino al 23 ottobre 2018 rimane definitivamente acquisito; le somme versate dal 24 ottobre 2018 sono imputate alle rate da corrispondere relativamente ad altri debiti inclusi nella definizione agevolata o, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza. In assenza anche di questi ultimi, le somme sono rimborsate.

Definizione agevolata delle controversie tributarie
È stata riproposta la definizione agevolata delle controversie pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate. Tale strumento richiede il pagamento di un importo pari al valore della controversia, al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni, che in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nella pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata al 24 ottobre 2018 è ridotto:

  • del 50% del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado;
  • del 20% del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.

Nell’ipotesi di controversie relative esclusivamente alle sanzioni non collegate ai tributi, queste possono essere definite con il pagamento:

  • del 15% del valore in caso di soccombenza dell’Agenzia nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata al 24 ottobre 2018;
  • del 40% negli altri casi.

Regolarizzazione delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche
Anche le società e le associazioni sportive dilettantistiche sono state oggetto della norma in esame, la quale ha riconosciuto la possibilità per queste di avvalersi:

  • della dichiarazione integrativa speciale per tutte le imposte dovute, per ciascun anno d’imposta, nel limite di € 30.000 di imponibile annuo;
  • della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento, la quale si concretizza nel versamento del 50% delle maggiori imposte accertate (esclusa l’IVA che è dovuta integralmente) e del 5% delle sanzioni e degli interessi;
  • della definizione agevolata delle liti pendenti.

Le società o le ASD non possono usufruire di quanto sopra specificato nelle ipotesi in cui l’ammontare delle imposte contestate o accertate è superiore a € 30.000 (solo IRES e IRAP); tale importo si calcola in riferimento a ciascun periodo d’imposta per il quale è stato emesso un avviso di accertamento o è pendente un reclamo.

Dichiarazione integrativa speciale
Le dichiarazioni presentate entro il 31 ottobre 2018, che contengono errori o omissioni, possono essere integrate o corrette entro il 31 maggio 2019. È opportuno precisare che:

  • l’integrazione è consentita nel limite di € 100.000 di imponibile annuo e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato;
  • l’integrazione è ammessa fino a € 30.000 in caso di dichiarazione di un imponibile inferiore a € 100.000 nonché di dichiarazione senza debito d’imposta per perdite ex. art. 8 e 84 del TUIR.

Su tale maggior imponibile integrato, per ciascun anno d’imposta, è applicabile senza sanzioni, interessi e altri oneri:

  • un’imposta sostitutiva nella misura del 20% del maggior imponibile IRES/IRPEF ai fini delle imposte sui redditi, relative addizionali, imposte sostitutive delle imposte sui redditi, contributi previdenziali ed IRAP;
  • un’imposta sostitutiva del 20% delle maggiori ritenute;
  • l’aliquota media per l’IVA (nel caso in cui non sia possibile utilizzarla, si applica l’aliquota ordinaria del 22%).

Se il contribuente vuole usufruire di questa disposizione deve inviare una dichiarazione integrativa speciale all’Agenzia delle Entrate per uno o più periodi d’imposta per i quali, al 24 ottobre 2018, non risultano scaduti i termini di per l’accertamento e deve versare o in un’unica soluzione quanto dovuto entro il 31 luglio 2019 o ratealmente a partire dal 30 settembre 2019.