Legge di Bilancio 2019

Legge di Bilancio 2019

A seguito della imminente approvazione e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di stabilità per il 2019, di seguito proponiamo un riassunto delle più importanti misure proposte al fine di fornire una panoramica di quanto introdotto dalla legge.
In ogni caso Vi invitiamo ad approfondire i temi di Vostro interesse, essendo questa solo un’informativa generale.
 

Iperammortamento

La legge di bilancio per il 2019 ha previsto la proroga dell’Iperammortamento: i soggetti che effettuano investimenti per l’acquisto di beni strumentali inclusi nel modello “Industria 4.0” (di cui all’allegato A della legge di bilancio del 2017) possono quindi godere della maggiorazione del costo prevista dalla norma.
A differenza degli anni passati, però, l’agevolazione presenta alcune novità, ed in particolare:

  • gli investimenti possono essere effettuati entro il 31 dicembre 2019 ovvero entro il 31 dicembre 2020 (anziché entro il 30 giugno), a condizione che entro il 31 dicembre 2019 l’ordine sia stato accettato dal venditore sia stato versato l’acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione;
  • sono stati introdotti degli scaglioni in base all’importo dell’investimento. La maggiorazione del costo è quindi pari:
    • al 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • al 100% per gli investimenti compresi tra i 2,5 e i 10 milioni di euro;
    • al 50% per gli investimenti compresi tra i 10 e i 20 milioni di euro;
    • per la parte degli investimenti eccedente i 20 milioni di euro non si applica la maggiorazione.

Non è stata effettuata nessuna modifica per quanto riguarda i beni agevolabili, che sono:

  • i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese (“Industria 4.0”);
  • i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • i dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica “4.0”.

Per poter usufruire dell’Iperammortamento l’impresa deve però produrre una dichiarazione resa dal legale rappresentante, ovvero per i beni aventi un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, attestante il possesso da parte del bene delle caratteristiche tecniche necessarie e del requisito dell’interconnessione per includerlo negli elenchi di cui agli allegati A e B della legge 232/2016.
Rimane anche in vigore la disposizione che permette all’impresa di vendere i beni materiali “Industria 4.0” nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo: in tal caso l’agevolazione non viene meno a condizione che:

  • nello stesso periodo d’imposta l’impresa sostituisca il bene originario con un bene materiale nuovo avente caratteristiche analoghe o superiori;
  • attesti l’eventuale effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche tecniche e il requisito dell’interconnessione.
Superammortamento sui beni materiali

Il superammortamento sui beni materiali strumentali non è stato prorogato dalla legge di bilancio. Le imprese e gli esercenti arti e professioni avranno, pertanto, il diritto al superammortamento del 30% per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2018 o entro il 30 giugno 2019 a condizione che entro il 31 dicembre 2018 l’ordine sia stato accettato dal fornitore e che sia stato pagato un acconto in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione del bene.
 

Superammortamento sui beni immateriali

Oltre all’Iperammortamento, la legge di stabilità ha prorogato anche la maggiorazione del costo, pari al 40%, per l’acquisto di beni strumentali immateriali nuovi (Allegato B legge di bilancio 2017). Occorre specificare che i software, come indicato nella circolare 4/E del 2017, devono essere "funzionali alla trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0" e l’agevolazione si applica solamente a quei soggetti che hanno acquistato i software nello stesso periodo in cui hanno effettuato investimenti in beni materiali Industria 4.0 che godono dell'Iperammortamento. Non è quindi possibile ottenere la maggiorazione del 40% di un software se, nello stesso periodo, non è stato acquistato un bene Industria 4.0 che gode dell'Iperammortamento.
La novità prevista dalla legge di bilancio è l’inclusione nel superammortamento dei costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso, mediante soluzioni di cloud computing, a beni immateriali inclusi nel sopra citato Allegato B.
 

Estromissione agevolata beni patrimoniali

È stata nuovamente introdotta l’estromissione agevolata dei beni dal patrimonio dell’impresa da parte dell’imprenditore individuale. Gli imprenditori individuali possono, pertanto, estromettere dal patrimonio dell’impresa i beni versando all’erario una imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e dell’IRAP. La suddetta agevolazione si applica solo ai beni posseduti dall’impresa al 31 ottobre 2018 e può essere posta in essere dall’1 gennaio 2019 al 31 maggio 2019.
 

Detrazioni per interventi di riqualificazione energetica  

Le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica sono state prorogate anche per il 2019 senza alcuna modifica in tema di percentuali e limiti di detrazioni. Sarà quindi ancora possibile usufruire delle agevolazioni per gli interventi di riqualificazione energetica globale, per gli interventi sull’involucro, sulla sostituzione degli infissi, per l’installazione di pannelli solari, di schermature solari, di micro-cogeneratori, per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e per l’installazione di caldaie a condensazione con efficienza superiore alla Classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti.
 

Detrazioni per recupero edilizio e Sisma Bonus

Sono state prorogate senza modificazioni anche le detrazioni per gli interventi di recupero edilizio (ad es. manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia). Come per l’anno precedente, il limite di spesa è di 96.000 euro e la detrazione spetta nella misura del 50% delle spese sostenute.
Nel 2019 si potrà inoltre usufruire anche del cosiddetto Sisma Bonus, ossia l’agevolazione concessa per le spese di recupero edilizio effettuate sugli immobili che portano ad una riduzione della classe di rischio dell’edificio. Il limite di spesa concesso è di 96.000 euro e la percentuale detraibile è pari al 70% per la riduzione di una classe di rischio e pari all’80% per la riduzione di due classi di rischio.
 

Bonus arredi

La legge di stabilità ha anche prorogato il cosiddetto Bonus Arredi, ossia una detrazione del 50% su un limite di spesa massimo di 10.000 euro per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, o A per i forni. Tale detrazione spetta solamente ai contribuenti che hanno effettuato degli interventi di recupero edilizio a partire dall’1 gennaio 2018.
 

Rivalutazione immobili e partecipazioni

È stata introdotta la possibilità per le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e di mutua assicurazione e gli enti pubblici e privati diversi dalle società, che non adottano i principi contabili internazionali, di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2017. Da questa misura sono esclusi, però, gli immobili alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa.
La rivalutazione, che deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio 2018, deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.
Il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’Irap e delle eventuali addizionali, nella misura del 10%.
Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione è riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello del 2018, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva nella misura de 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per i beni non ammortizzabili.
 

Credito d’imposta in ricerca e sviluppo

La legge di bilancio per il 2019 ha modificato il credito d’imposta in Ricerca & Sviluppo, riducendo l’importo massimo annuale riconosciuto a ciascun beneficiario da 20 a 10 milioni di euro. Per quanto riguarda invece gli interventi agevolabili, il credito d’imposta introdotto è:

  • del 50% delle spese per il personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, impiegato direttamente in attività di Ricerca & Sviluppo;
  • del 25% delle spese per il personale titolare di rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso da quello subordinato, impiegato in attività di Ricerca & Sviluppo;
  • del 25% per le quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio;
  • del 50% delle spese per contratti di ricerca extra muros (ossia commissionati a terzi) stipulati con università, enti di ricerca ed organismi equiparati, start up e PMI innovative (ad esclusione delle imprese del medesimo gruppo);
  • del 25% delle spese per contratti di ricerca extra muros con altre imprese (sempre ad esclusione di quelle del medesimo gruppo;
  • del 25% delle competenze tecniche e privative industriali;
  • del 25% dei materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati in attività di Ricerca e Sviluppo (questa disposizione non si applica se l’inclusione di tali costi comporta una riduzione dell’eccedenza agevolabile).

In materia di obblighi documentali, la legge ha previsto, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, il rilascio di una certificazione da parte di un soggetto incaricato della revisione legale dei conti (revisore legale o società di revisione). Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale, le spese sostenute per l’adempimento all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro, fermo restando il limite di 10 milioni di euro di cui sopra.
Inoltre, ai fini dei controlli successivi, le imprese devono redigere una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività di ricerca e sviluppo svolte in ciascun periodo d’imposta. Tale relazione, nel caso di ricerca svolta internamente all’impresa, deve essere predisposta dal responsabile aziendale delle attività di ricerca e sviluppo e deve essere controfirmata dal rappresentante legale; per le attività, invece, commissionate a terzi, la relazione deve essere rilasciata dal soggetto commissionario che esegue le attività stesse.
 

Credito d’imposta per la formazione del personale dipendente 4.0

Anche il credito d’imposta per la formazione del personale dipendente è stato prorogato dalla legge di stabilità.
Per le spese sostenute per la formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste nel piano nazionale “Industria 4.0” è previsto un credito d’imposta, nel periodo d’imposta successivo a quello conclusosi il 31 dicembre 2018, differenziato in relazione alla dimensione dell’impresa. L’agevolazione è quindi così suddivisa:

  • per le micro e piccole imprese è previsto un credito del 50% su un limite massimo di spesa di 300.000 euro;
  • per le medie imprese è previsto un credito del 40% su un limite massimo di spesa di 300.000 euro;
  • per le grandi imprese è previsto un credito del 30% su un limite massimo di spesa di 200.000 euro.
Voucher innovation manager

Il Governo ha istituito per i due periodi d’imposta successivi a quello conclusosi il 31 dicembre 2018, per le micro, le piccole imprese e medie imprese, un contributo a fondo perduto nella forma di voucher per l’acquisto di prestazioni consulenziali di natura specialistica finalizzate a sostenere i processi di:

  • trasformazione tecnologica e digitale mediante le tecnologie previste nel piano nazionale “Industria 4.0”;
  • ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e di capitali.

Il contributo è riconosciuto in ciascun periodo d’imposta in misura pari:

  • al 50% dei costi sostenuti entro il limite massimo di 40.000 euro per le micro e le piccole imprese;
  • al 30% dei costi sostenuti entro il limite massimo di 25.000 per le medie imprese;
  • al 50% dei costi sostenuti entro il limite massimo di 80.000 per le reti d’impresa.
Esonero contributivo per i datori di lavoro

I datori di lavoro che dall’1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato:

  • giovani che si sono laureati tra l’1 gennaio 2018 ed il 30 giugno 2019 con la votazione di 110 e lode e con una media ponderata di almeno 108/110, entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età;
  • soggetti in possesso di un dottorato di ricerca ottenuto tra l’1 gennaio 2018 ed il 30 giugno 2019 prima del trentaquattresimo anno di età,

sono esonerati dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, con esclusione dei premi e contributi INAIL, per un periodo massimo di dodici mesi e nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata.
 

Mini Ires

La legge di bilancio ha introdotto, per le società che reinvestono gli utili in beni strumentali e in incrementi occupazionali, la cosiddetta Mini-Ires, ossia una riduzione di nove punti percentuali dell’imposta sul reddito delle società, che passa così dal 24% al 15%.
La riduzione dell’Ires si applica, però, solamente per la parte di utili conseguiti nell’esercizio di attività commerciali e accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili, corrispondente alla somma:

  • degli investimenti effettuati in beni strumentali materiali nuovi;
  • del costo del personale dipendente assunto con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato.

Gli investimenti ammessi sono: la realizzazione di nuovi impianti nel territorio dello Stato, il completamento di opere sospese, l’ampliamento, la riattivazione, l’ammodernamento di impianti esistenti e l’acquisto di beni strumentali nuovi, anche mediante contratti di locazione finanziaria, destinati a strutture situate nel territorio dello Stato. Restano invece esclusi gli investimenti in immobili e in veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti.
 

Regime forfetario

La legge di stabilità ha apportato rilevanti modifiche al regime forfetario, di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190/2014.
Per quanto riguarda i requisiti di accesso, ai sensi del nuovo comma 54, possono accedere al regime forfetario le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro. Per la verifica del suddetto requisito:

  • non rilevano gli ulteriori compensi positivi indicati in dichiarazione per migliorare il proprio profilo di affidabilità ai sensi dell’art. 9-bis, comma 9 del D.L. n. 50/2017;
  • in caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici Ateco, si assume la somma dei ricavi e proventi relativi alle diverse attività.

Oltre ai requisiti di accesso sono state modificate anche due clausole di esclusione; in particolare non possono adottare il regime forfetario:

  • coloro che contemporaneamente alla propria attività partecipano a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso o erano in corso nei due anni precedenti rapporti di lavoro, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai predetti datori di lavoro.

A seguito di queste nuove esclusioni, è stata eliminata la disposizione che prevedeva la soglia minima, pari a 30.000 euro, dei redditi da lavoro dipendente o assimilato oltre la quale scattava l’esclusione dal regime in esame.