APPROFONDIMENTO SUL NUOVO CREDITO D'IMPOSTA PER L'ACQUISTO DI BENI STRUMENTALI

APPROFONDIMENTO SUL NUOVO CREDITO D'IMPOSTA PER L'ACQUISTO DI BENI STRUMENTALI

Con la pubblicazione della legge di bilancio per il 2020 è stata completamente rivisitata l’agevolazione prevista per l’acquisto di beni, materiali e immateriali, strumentali all’esercizio dell’attività.
In particolare, sono stati abrogati i bonus cosiddetti “superammortamento” ed “iperammortamento” ed al loro posto è stato istituito un credito d’imposta. Con il presente approfondimento vediamo di fornirvi una panoramica più completa.
  1. Soggetti interessati
In base alle nuove disposizioni, i soggetti che possono beneficiare del credito d’imposta sono tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale adottato.
Ciò significa che potranno usufruire dell'agevolazione anche i cosiddetti “forfettari”; questi, tuttavia, potranno usufruire solamente del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali materiali nuovi e non anche quelli previsti per l’acquisto di beni “Industria 4.0” o di beni immateriali.
Un altro aspetto particolare riguardante il suddetto beneficio è che il legislatore ha previsto una serie di esclusioni. Si tratta, nello specifico, delle imprese:
  • in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo;
  • destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, del D.Lgs. n. 231/2001 (ossia le sanzioni previste in caso di illeciti amministrativi commessi dalle società);
  • che non rispettano le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e che non hanno adempiuto correttamente agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
  1. Gli investimenti agevolabili
Il credito d’imposta in oggetto spetta in relazione agli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa. Restano esclusi:
  • le vetture e gli autoveicoli di cui all’art. 164 comma 1, del TUIR, utilizzati sia esclusivamente che non esclusivamente nell’esercizio dell’impresa. Si ricorda che non possono usufruire dell’agevolazione gli autocarri che presentano un rapporto potenza/portata superiore o uguale a 180;
  • i beni che ai fini fiscali presentano un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni indicati all’allegato 3 della legge di bilancio 2016 (ad esempio condutture, materiale rotabile, aerei, ecc.);
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.
In merito al requisito temporale, il credito d’imposta spetta per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
  1. Credito d’imposta
Per quanto riguarda la misura dell’agevolazione, si rilevano differenze notevoli rispetto al super/iperammortamento: è rimasto, tuttavia, il riconoscimento del bonus in misura differenziata a seconda della tipologia di beni oggetto dell’investimento.
La nuova norma prevede che, per gli investimenti in beni strumentali nuovi (ex superammortamento) è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 6% del costo comprensivo degli oneri accessori, nel limite massimo di spesa di 2 milioni di euro.
Per gli investimenti, invece, aventi ad oggetto beni cosiddetti “Industria 4.0” (ex iperammortamento) ricompresi nell’allegato A della legge n. 232/2016, è riconosciuto un credito d’imposta pari al:
  • 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
Non è riconosciuto alcun beneficio per gli acquisti di beni superiori a 10 milioni di euro.
Infine, per l’acquisto di beni immateriali ricompresi nell’Allegato B della legge n. 232/2016 (piattaforme, applicazioni, software, ecc.) è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di spesa di euro 700.000. Si considerano ammissibili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzi dei beni ricompresi nell’Allegato B mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile di competenza.
Il credito d’imposta è utilizzabile ESCLUSIVAMENTE in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs n. 241/1997, in cinque quote annuali di pari importo - tre per i beni immateriali - a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione del bene ovvero a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione per i beni rientranti nel piano Industria 4.0 (ossia i beni indicati nell’Allegato A della legge 232/2016).
Si ricorda che per individuare il momento di avvenuta interconnessione del bene occorre far riferimento alla data certa attribuita alla perizia o all’autocertificazione rilasciata dal legale rappresentante.
Qualora l’interconnessione avvenga, invece, in un periodo d’imposta successivo a quello dell’entrata in funzione del bene, è possibile iniziare ad usufruire del credito previsto nella misura pari al 6% per poi passare alla percentuale maggiore a partire dall’esercizio successivo a quello di interconnessione.
Il suddetto credito non può, in ogni caso, essere oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale.
Infine si precisa che questo:
  • non concorre alla formazione del reddito, né alla base imponibile IRAP;
  • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi.
È invece cumulabile con altre agevolazioni che abbiano per oggetto i medesimi costi, a condizione, però, che il cumulo non comporti il superamento del costo sostenuto.
  1. Obblighi documentali
Con la nuova versione dell’agevolazione per l’acquisito di beni strumentali sono stati modificati anche gli obblighi documentali imposti in capo ai contribuenti.
In particolare, è stato previsto che le imprese che si avvalgono delle misure relative all’acquisto dei beni materiali Industria 4.0 e di quelli immateriali devono effettuare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico al fine di consentire a quest’ultimo di acquisire le informazioni necessarie per valutare la diffusione e l’efficacia di queste agevolazioni. Il modello di comunicazione, il contenuto, le modalità ed i termini di invio dovranno essere stabiliti dal Ministero con apposito decreto.
Altra novità introdotta dal legislatore riguarda le fatture d’acquisto dei beni. Queste, infatti, insieme agli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati, dovranno contenere l’ESPRESSO RIFERIMENTO alle disposizioni legislative relative al credito d’imposta.
L’ultima novità riguarda la natura della perizia da produrre in caso di investimenti in beni “Industria 4.0”. Se ai fini dell’iperammortamento era necessaria una perizia tecnica giurata, per il nuovo credito d’imposta è sufficiente una perizia tecnica semplice (senza quindi giuramento) rilasciata da un ingegnere o da un perito tecnico (o un attestato di conformità rilasciato da un ente certificato accreditato); tale obbligo, però, scatta per i beni di costo unitario superiore ad euro 300.000, non più 500.000 euro.
Per i beni sotto tale soglia, come previsto per le precedenti agevolazioni, l’onere documentale può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa.
Come specificato nel paragrafo precedente, per poter individuare il momento di interconnessione occorre far riferimento alla data certa della perizia o dell’autocertificazione rilasciata dal legale rappresentante.
Dato che, come disposto dalla nuova norma, la perizia non è più oggetto di giuramento, al fine di apporre una data certa per certificare il momento di interconnessione riteniamoin attesa di ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate - che sia sufficiente trasmettere il documento all’indirizzo PEC dell’impresa, così come già avviene per l’autocertificazione resa dal legale rappresentante.
  1. Restituzione
Se, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, i beni agevolati sono ceduti a titolo oneroso o sono destinati a strutture produttive ubicate all’estero, ancorché appartenenti allo stesso soggetto, il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo.
Il maggior credito eventualmente già utilizzato in compensazione deve essere direttamente riversato dal soggetto entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi per il periodo in cui si verifichino le suddette ipotesi, senza applicazione di sanzioni e interessi.
La suddetta disposizione non si applica qualora il bene ceduto dall’impresa venga sostituito da un altro bene avente caratteristiche uguali o superiori, così come già previsto per la precedente versione dell’agevolazione.