Trattamento consegna pasti a domicilio

Trattamento consegna pasti a domicilio

Le cessioni di “piatti da asporto”, per tali intendendosi i pasti preparati per il consumo immediato, non possono essere assimilate ai fini IVA alle somministrazioni di alimenti e bevande, qualificate ai sensi dell’art. 3, comma 2 n. 4 del DPR 633/72 come prestazioni di servizi.

In questo senso, la Ris. Min. 20 agosto 1998 n. 107/E ha chiarito espressamente che non rientrano nel concetto di somministrazione di alimenti e bevande le vendite "per asporto" di pasti preparati per il consumo immediato, di natura composita (zuppe, minestre, paste alimentari cotte, con carne e senza carne, ecc.), in quanto considerate cessioni di beni.

Come anche ripreso da un interpello molto più recente (interpello DRE Lombardia 2016 n. 904-46/2016), “(…) i pasti, una volta preparati e pronti per essere consumati fanno configurare una cessione di beni e non una prestazione di servizi (…)”. Di conseguenza l’aliquota applicabile non è quella del 10% prevista dal n. 121), della Tabella A, parte III, allegata al d.p.r. n. 633 del 1972, bensì deve essere individuata di volta in volta a seconda delle componenti che costituiscono i pasti stessi e che qualificano la preparazione alimentare. A tal fine si allega la tabella dei beni soggetti ad aliquota agevolata. Laddove il bene non rientrasse espressamente tra i beni assoggettati ad aliquota agevolata, il bene sconta l’aliquota ordinaria del 22%.

In conclusione massima attenzione, quindi, all’IVA applicata sui beni oggetto di cessione da asporto, ove, per esempio, il trasporto e le bevande sono da assoggettare al 22% mentre per gli alimenti scontano l’IVA con l’aliquota prevista per la singola tipologia di bene alimentare venduto (in base alla Tabella A allegata).

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