Deducibilità donazione attrezzature a favore di ONLUS e Associazioni di Promozione Sociale

Deducibilità donazione attrezzature a favore di ONLUS e Associazioni di Promozione Sociale

L’art. 100 del TUIR consente ai soggetti passivi IRES la possibilità di dedurre dal reddito di impresa gli oneri di utilità sociale. In particolare, rientrano in tale disciplina le erogazioni liberali a favore di ONLUS e Associazioni di Promozione Sociale [1].

Se fatte in natura le erogazioni liberali, il valore di donazione deve essere quantificato sulla base del loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stesse specie o similari). Inoltre, il donatore, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale (listini, tariffari, perizie, eccetera), deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l’indicazione dei relativi valori.

L’Art. 100 comma 2 del TUIR dispone la deducibilità:

  • delle erogazioni effettuate a favore delle ONLUS per un ammontare non superiore a 2.065,83 euro o al 2% del reddito dichiarato.
  • delle erogazioni effettuate a favore di Associazioni di Promozione Sociale per un importo non superiore a 1.549,37 euro o al 2% del reddito  dichiarato. Diversamente dalle ONLUS non è prevista la deducibilità delle offerte in natura effettuate nei confronti delle A.P.S.

In alternativa, l’art. 14 della L. 14/05/2005 n.80 ha introdotto una nuova disciplina per le erogazioni liberali compiute in favore di ONLUS e ASP (iscritte nei Registri Nazionali). In particolare, le erogazioni liberali in denaro o in natura sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto donante a condizione che sia rispettato il duplice limite quantitativo indicato nell’articolo di legge, rappresentato dal 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000,00 annui.

Affinché il donatore possa valersi di questa deduzione fiscale, occorre però che il beneficiario dell’erogazione:

  • tenga scritture contabili che descrivano con completezza ed analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione;
  • rediga, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, un apposito documento attestante la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del periodo di gestione [2].

I due sistemi agevolativi sopra illustrati non sono cumulabili, ragion per cui, sussistendo i presupposti applicativi di entrambi, il contribuente dovrà operare una scelta a favore dell’una oppure dell’altra disciplina.

Ai fini IVA occorre infine sottolineare che, a determinate condizioni, l’operazione di cessione gratuita ad APS (o ONLUS) di beni non di lusso può essere esente (ai sensi dell’art. 10 comma 1 n.12 del Dpr. 633/1972) se il valore del bene è inferiore a 5.164,57 euro. A questo proposito, si ricorda che il cedente dovrà comunicare la cessione al competente ufficio delle Entrate, l’ammontare del bene e il giorno della consegna.

 

[1] Nella maggioranza dei casi le Pro Loco sono riconducibili alla categoria delle APS.

[2] In questo senso dovrà essere l’ente beneficiario a rilasciare apposita dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti di Legge.